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Tutta la verità sulle formule “brucia grassi”

Premessa 

Negli ultimi anni la sempre più crescente richiesta di “diete miracolose”, capaci quindi di coniugare una veloce perdita di peso col minimo sforzo, ha portato all’immissione sul mercato di una quantità varia e infinita di prodotti dalla dubbia credibilità ed efficacia.

Questi prodotti, commercializzati per lo più sotto forma di bevande o integratori liquidi e contenenti principi attivi derivati da alimenti ben noti come per esempio ananas, zenzero e tè verde, vengono spesso accompagnati dalla dicitura “brucia grassi” ma la realtà è ben diversa da ciò che si vuol far credere.

L’alimento o la sostanza “brucia grassi” rimane e forse rimarrà una chimera, non esistono infatti al momento principi attivi o molecole capaci di permettere un’immediata ossidazione del grasso corporeo come anche, vedendola da un punto di vista puramente metabolico, non sono state identificate sostanze che agiscano esclusivamente come stimolatori di vie metaboliche o che portino ad un consumo maggiore del grasso corporeo. Stimolare il metabolismo e/o la termogenesi è certo fattibile ma lo si può fare solo attraverso un buon “connubio” tra apporto di carboidrati e proteine come anche mediante un incremento dell’attività motoria.

Perché enfatizzare determinati alimenti se alla fine non possiedono queste proprietà?

Ananas, zenzero e tè verde, per fare un esempio, contengono alcuni principi attivi che presentano delle proprietà interessanti ma queste non hanno nulla a che vedere con ipotetiche funzionalità lipolitiche. È noto e poco discutibile il fatto che estratti contenenti bromelina (principio attivo dell’ananas) abbiano un effetto drenante o anti-edematoso come anche non è sicuramente opinabile e anzi avvalorato scientificamente il ruolo come antiossidante dell’epigallocatechina gallato, il polifenolo contenuto nel tè verde. Analogo discorso vale per i gingeroli (principi attivi contenuti nello zenzero) che godono di importanti proprietà antinfiammatorie e antiemetiche.

Si tenta quindi di sfruttare la notorietà o meglio la credibilità di determinati principi attivi accostando ulteriori e poco credibili vantaggi in termini metabolici. Il resto lo fa poi il marketing con tutta una serie di tecniche di vendita che spesso associano il prodotto di interesse a figure ben note del panorama mediatico.

Potrebbero esistere in natura sostanze che bruciano velocemente i grassi in eccesso del nostro organismo?

Sostanze che bruciano in maniera diretta i nostri grassi non ce ne sono, non sicuramente a livello alimentare. Se comunque una siffatta sostanza esistesse e venisse consumata porterebbe a importanti alterazioni in termini termodinamici che risulterebbero incompatibili con la nostra vita, infatti quell’ipotetica sostanza capace di “bruciare” il nostro grasso provocherebbe una fuoriuscita di energia termica che il nostro organismo non sarebbe in grado di arginare con i suoi meccanismi termoregolatori. Sarebbe meglio disperdere invece questo potenziale energetico in una frazione di tempo maggiore attraverso dell’energia meccanica ovvero con della buona e sana attività fisica.

Il discorso invece è differente riguardo ai promotori metabolici, tanti principi attivi infatti sono in fase di studio (per esempio molecole derivate dalla garcinia, dalla rodiola e dal fucus) ma c’è ancora poco di concreto, pochi invece hanno effettivamente un ruolo metabolico importante, per esempio caffeina e nicotina, anche se con importanti implicazioni negative in termini salutistici.

Un abituale consumo di queste due sostanze comporta sì un aumento del metabolismo basale (consumo energetico in fase di riposo) ma nel caso della caffeina c’è da considerare una dose limite giornaliera da non superare per non andare incontro a una sovra-stimolazione del sistema nervoso centrale come anche ci sono da valutare numerose controindicazioni per chi soffre di problemi cardiovascolari, nel caso invece della nicotina oltre al probabile instaurarsi di una  dipendenza, ci sono tutta una serie di ben note complicazioni e patologie causate dal fumo di sigaretta.

Conclusione

Escludendo caffeina e nicotina, è probabile che ci siano molecole in campo alimentare che agendo da “stimolatori”, per esempio del sistema nervoso, possano in un certo senso facilitare una perdita di grasso corporeo, ma ancora nulla è dimostrato o documentato.

Sono anche del parere che un loro utilizzo non avrebbe senso se non associato a un corretto stile alimentare o comunque ad una “terapia dietetica” mirata al mantenimento, allo stimolo e se non addirittura alla crescita del metabolismo corporeo. Aggiungendo poi una regolare attività motoria potremmo ottenere risultati concreti e durevoli oltre a un indubbio beneficio psico-fisico. Solo in questo caso sarebbe sì corretto associare l’attributo “brucia grassi” a una dieta così strutturata, sempre che il suddetto temine sia inteso in termini di stimolo metabolico!

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